di Luis Sepùlveda e Carlo Petrini

Si parte da un libro, Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza di Luis Sepúlveda, e la conversazione tra l’autore cileno e Carlo Petrini prende il via, arrivando a toccare, nel suo procedere, temi etici fondamentali per la nostra società.

Perché partire proprio da una lumaca? Perché essa rappresenta il trait d’union tra i due scrittori: protagonista del famoso romanzo di Sepúlveda e animale-simbolo per Slow Food, l’associazione no profit fondata da Petrini che si pone come obiettivo la promozione del diritto a vivere il pasto innanzitutto come un piacere.

Per chi non conoscesse Slow Food, l’organizzazione si oppone all’idea del fast food e rivendica il diritto ad una qualità della vita migliore, fatta del rispetto dell’ambiente e della salute dei consumatori ed è infine molto attenta alla biodiversità. Sono famose in tal senso le sue battaglie contro l’omologazione dei sapori e le manipolazioni genetiche.

Sepúlveda ci racconta che l’idea della lumaca è nata da una domanda di suo nipote che gli aveva chiesto della lentezza. Lo scrittore cileno si è preso del tempo per poter dare una risposta poetica al quesito e alla fine ha scoperto che in tanti contesti etnici la lumaca è simbolo di equilibrio perché possiede solamente il giusto e la lentezza è il suo tratto distintivo.

Anche per Slow Food la lentezza è un concetto fondamentale tanto che nel suo manifesto fondativo dice «Contro la vita dinamica propugniamo la vita comoda. Contro coloro, che sono i più, che confondono l’efficienza con la frenesia, proponiamo il vaccino di un’adeguata porzione di piaceri sensuali assicurati, da praticarsi in lento e prolungato godimento.»

Scopriamo quindi che un altro pilastro fondamentale per Slow Food è il diritto al piacere che si lega in modo indissolubile alla lentezza: sono necessari l’uno all’altra. Attraverso questi due concetti e la loro realizzazione nella società moderna, Luis Sepúlveda e Carlo Petrini toccano temi scottanti in una conversazione che alterna politica, letteratura e gastronomia, guidandoci a quel diritto fondamentale al piacere da raggiungere con la stessa lentezza e saggezza delle lumache.

Un testo agile e dal forte carattere divulgativo che cerca di costruire un’alternativa per un mondo più slow, dove la felicità non è data dall’accumulo di ricchezze, ma da soddisfazioni piccole, che però valgono molto.

Da www.ibs.it

 

Un interessante saggio scritto a quattro mani su argomenti edonistici, etici ed ecologici, da leggere in vista dell’Expo 2015 (Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita).

Lo scrittore cileno e il fondatore di Slow Food propongono “sette idee di futuro”, interrogandosi sulla necessità di perseguire il diritto universale alla felicità ed al piacere in una società sempre più frenetica, consumistica ed estranea all’essenzialità delle piccole cose, come la condivisione di un buon cibo e una buona compagnia, il valore del tempo e della consapevolezza come guida di ogni azione.