da Resegoneonline – 1 febbraio 2014

di Gabriella Stucchi – Mario Stojanovic

Una folla innumerevole di persone di tutte le età ha reso omaggio questa mattina al santo presso la basilica cittadina di San Nicolò.

urna don bosco lecco 4

Non ci sono parole adeguate per esprimere la gioia, l’entusiasmo, la devozione con cui una folla innumerevole, ininterrotta, di persone di tutte le età, dai bambini agli anziani, hanno reso omaggio sabato mattina 1 febbraio 2014 all’urna di don Bosco, giunta in Basilica di S. Nicolò alle ore 7.00.

Un ruolo fondamentale è stato rappresentato dalla presenza in città della scuola delle Figlie di M. Ausiliatrice, che hanno preparato con cura questa festa insieme ad insegnanti e alunni, ma anche i sacerdoti della pastorale giovanile che hanno coinvolto egregiamente i ragazzi e i giovani degli oratori, permettendo uno svolgimento solenne ed insieme raccolto della funzione, animata dal coro del Decanato, con i chierichetti provenienti da tutte le parrocchie. 

I numerosi sacerdoti concelebranti, presieduti dal Vicario episcopale mons. Maurizio Rolla e la presenza delle autorità, tra cui il Sindaco Brivio e l’assessore Bonacina, hanno dato l’idea dell’importanza della funzione, ecclesiale nel senso etimologico, in cui il religioso e il civico si uniscono, come voleva don Bosco.

Ha rivolto il saluto iniziale il Prevosto mons. Cecchin, che ha parlato di “momento intenso di grazia”, auspicando che “i genitori abbiano la passione dell’educazione”, che “gli educatori assomiglino a don Bosco” e che “i giovani possano essere segno di un futuro diverso, quello della civiltà dell’amore”. 

Nell’omelia mons. Rolla ha esortato a cogliere il senso di questa convocazione suscitata dalle reliquie di S. Giovanni Bosco, per stare sulle tracce di Gesù. Riferendosi poi alla prima lettura tratta dal profeta Ezechiele, ha invitato a verificare se la virtù della fede tocca la nostra vita, dandole quel tocco di gioia sottolineato da Paolo: “Siate semprelieti”. Essere credenti ininterrottamente.

Da don Bosco ci viene chiesto di fare ogni volta passi con onestà profondaponendoci, come dice Gesù nel Vangelo, come bambini, con la semplicità che li caratterizza, anche se a volte ad alcuni sembrano “un po’ ingombranti” (da qui la denatalità).

Il Vicario ha invitato, nella prospettiva della peregrinatio dell’urna di don Bosco, a chiederci con quale spirito di fede onoriamo i santi, invocando l’aiuto del Signore perché custodisca il nostro cammino sulle sue tracce, ravvivi col fuoco le ossa inaridite per conseguire quello che ci è stato annunciato: ”Attirerò tutti a me”.

Dopo la fine della celebrazione eucaristica è continuata la preghiera mentre le persone sfilavano attorno all’urna, con un sorriso, un tocco sull’urna, con devozione e raccoglimento.

Una funzione che resterà impressa, perché si è compreso che il santo educatore ancora oggi parla ai nostri cuori e dai suoi pensieri possiamo trarre insegnamenti per dare speranza al nostro futuro. Da don Bosco dobbiamo invocare la forza e l’ispirazione per avviare un cammino che nell’attuale contesto sociale faccia sentire i giovani protagonisti del loro futuro, valorizzando le loro potenzialità, correggendo i loro errori, ma soprattutto incoraggiandoli verso il Bello e il Bene, perché siano “buoni cristiani e onesti cittadini” come voleva don Bosco.