A SCUOLA CON L’IPAD. Un anno dopo

Il nostro punto di vista dopo un anno di esperienza

CONVINZIONI

  • Al centro c’è e rimane sempre l’alunno.
  • La questione primaria resta la didattica: la tecnologia è uno degli strumenti, insieme ad altri, a disposizione di questa.

 

OPPORTUNITÀ INSITE NELL’OGGETTO TABLET

  • Facile reperimento di numerosissime informazioni.
  • Fruizione multimediale: testi scritti, iconici, fotografici, video.
  • Produzione multimediale: testi scritti, iconici, fotografici, video.
  • Facilità di modificare maggiormente la didattica in senso cooperativo e, di conseguenza, il setting didattico.

 

SFIDE CHE IL TABLET LANCIA ALLA SCUOLA

  • Possibilità di insegnare e apprendere “creando”.
  • Oggi si interiorizza ciò a cui si partecipa e in cui si è coinvolti: tutto ciò che non viene tradotto in esperienza di azione rimane estraneo e non significativo. “È possibile davvero conoscere un oggetto solo da parte di chi ha contribuito a costruirlo, a farlo e vi riconosca gli effetti e le impronte della propria azione” (Antonio Spadaro, in Avvenire 24/09/2013). Il tablet moltiplica le possibilità di protagonismo, di creazione e quindi di interiorizzazione.
  • Maggiore opportunità di lavorare in modo interdisciplinare.
  • Potenziamento del senso critico. Ciò che manca ai ragazzi, di fronte all’infinità di informazioni che possono reperire, è la capacità di giudizio. A questo vanno educati ed è  possibile farlo attraverso l’uso consapevole degli strumenti stessi.
  • Il tablet permette una maggiore possibilità di “muoversi insieme nella conoscenza”, docenti e studenti. Il ruolo del docente diventa sempre più quello di un “regista”.
  • Nel web inteso come luogo antropologico non ci sono “profondità” da esplorare ma “nodi” da navigare e connettere tra di loro in maniera fitta. Ciò che appare “superficiale” è solamente il procedere in modo, magari inatteso e non previsto, da un nodo all’altro. La spiritualità dell’uomo contemporaneo è molto sensibile a queste esperienze. Alessandro Baricco ha descritto questa mutazione in atto nella cultura del mondo occidentale in un saggio dal significativo titolo di I barbari. All’immagine romantica dell’uomo colto, chino sul libro nella penombra di un salotto con le finestre chiuse, si sostituisce quella del surfer che pattina sul pelo dell’acqua all’inseguimento del senso là dove è vivo in superficie” (Antonio Spadaro, in Avvenire 24/09/2013). La sfida è far emergere il senso delle cose in superficie.
  • Opportunità di rivisitazione continua dell’operato del docente attraverso formazione, azione, riflessione sull’azione, condivisione.