Da Il Giornale di Lecco, 27 gennaio 2014

(tgv)

E’ possibile sp1024erare anche laddove di spazio per la luce non c’è quasi più traccia; è possibile sognare anche partendo dai propri difetti e dai propri limiti, scoprendo qualità e abilità inimmaginabili. E’ difficile tradurre in parole una testimonianza di vita a 360 gradi, come quella di Simona Atzori. Ballerina senza braccia e artista, la sua storia è una di quelle che colpiscono e sono capaci di dare fiducia.

L’occasione è stata offerta dall’evento organizzato dall’Istituto Maria Ausiliatrice sabato sera nell’Auditorium della Casa dell’Economia. Davanti a una sala gremita, al centro è stato messo il difficile e delicato tema dell’educare, riletto però in una chiave diversa, quella ben sintetizzata dal titolo “La speranza, una virtù in contropiede”. Intervistata dal giornalista del Giornale di Lecco Lorenzo Bonini, Simona ha dialogato con don Fabio Attard, salesiano e consulente mondiale per la Pastorale Giovanile. Se le parole hanno provato a raccontare che la speranza è una virtù ancora possibile, anche laddove sembra sopita, è stato però anche il momento della danza a incantare tutti e far prendere concretezza alle parole. La ballerina Atzori, infatti, si è esibita in coreografie e passi di danza, stupendo tutti per la sua leggiadria e la sua abilità. Alla fine, gli applausi sono stati tanti, segno che davvero c’è tanto bisogno di storie di speranza capaci di rompere il buoi del nostro tempo.

 

Da Resegoneonline

http://www.resegoneonline.it/articoli/Proseguono-i-festeggiamenti-per-i-cinquanta-anni-dell-Istituto-Maria-Ausiliatrice-20140126