di Malala Yousafzai

Il giorno del mio sedicesimo compleanno ero a New York per parlare alle Nazioni Unite. Alzarmi in piedi per rivolgermi a una platea nell’immensa sala dove tanti leader mondiali hanno parlato prima di me è stato terribilmente emozionante, ma sapevo cosa volevo dire. […] Non avevo scritto il mio discorso pensando solo ai delegati delle Nazioni Unite. L’avevo preparato pensando di rivolgermi a chiunque nel mondo possa fare la differenza. Volevo raggiungere tutte le persone che vivono in povertà, i bambini che sono obbligati a lavorare e quelli che soffrono a causa del terrorismo o per la mancanza di istruzione. Nel profondo del mio cuore speravo di parlare ad ogni bambino e bambina che, ascoltandomi, possa trovare il coraggio di alzarsi per far valere i propri diritti.

Portavo uno dei veli bianchi di Benazir Bhutto sopra uno dei miei shalwar kamiz rosa, e chiesi ai leader del mondo di dare un’istruzione gratuita a tutti i bambini. «Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne», dissi. «Sono le nostre armi più potenti. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo.»

Il libro in cui Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice del Nobel per la pace, descrive la sua vita in Pakistan e la sua lotta per l’istruzione femminile è un inno al coraggio e alla speranza: il coraggio di dire sempre la verità per eliminare i pregiudizi e la paura; la speranza che in questo modo chiunque possa cambiare la realtà in cui vive, anche la più dura. Non si può non conoscere la storia di Malala, disseminata di difficoltà e sofferenze, ma anche di gioie autentiche e profonde, nonché piccoli e grandiosi successi. È incredibile pensare come la voce di una semplice ragazza, disposta a morire per il diritto di andare a scuola, possa aver fatto tremare gli estremisti talebani ed è commuovente riconoscere che la forza dei suoi ideali possa aver fatto breccia nelle coscienze del mondo intero.

Un libro da non perdere, una testimonianza autentica sulla necessità di mettersi in gioco contro tutto ciò che è oppressione.