UN BUONO STILE!

E’ lo slogan che accompagna l’ultimo  spezzone del nostro anno educativo – pastorale!
E’ lo slogan per il mese di maggio, mese mariano tanto caro a Don Bosco perché ci porta alla festa di Maria Ausiliatrice!

Programma

23 maggio 2015: Camminata Mariana
Ore 20.00 MEDIE E SUPERIORI. Ritrovo alla gradinata dell’ospedale Manzoni
Ore 20.30 INFANZIA E PRIMARIA . Ritrovo alla chiesa di Bonacina 
Ore 21.30 . ARRIVO ALL’IMA passando per la grotta di Lourdes – Disegni di luce in omaggio a Maria Ausiliatrice

24 maggio 2015
Ore 09.00 Tutti insieme prepariamo la festa. Ti aspetta una sorpresa!
Ore 10.30 Celebriamo il GRAZIE a Don Bosco con l’Eucaristia
Ore 11.30 Arrivano i giocolieri … si aprono gli stand
Ore 12.30 In paninoteca!
Ore 14.30 Auguri a Don Bosco da tutti gli alunni
Ore 15.30 Che torta!!!
Ore 16.00 Estrazioni della lotteria e poi: FESTA…FESTA…FESTA!

 

IMA-festa-istituto-2015Mese tutto dedicato a preparare, come Comunità educante, la festa d’Istituto che conclude un anno scolastico e ci permette di ringraziare per ciò che abbiamo vissuto!
E’ l’intera Comunità educante che è invitata a CELEBRARE la FESTA D’ISTITUTO! Si pensi che in molte comunità delle FMA questo momento si chiama FESTA DEL GRAZIE perché il tono è certamente quello della RICONOSCENZA, cioè del portare alla memoria del cuore eventi, incontri, esperienze che hanno arricchito di “sapere”, di relazioni il nostro vissuto e vogliamo, anzi dobbiamo, ri-conoscerli, identificarli, chiamarli per nome!

E’ il cammino che faranno anche i ragazzi guidati dai propri docenti scandendo le settimane che ci separano dal 23 e 24 maggio!

RI-CONOSCERE il bene, il bello e il buono e avere il coraggio e la gioia di comunicarlo. Intorno a noi, spesso, i media ci trasmettono e parlano di ciò che è brutto, violento, negativo, mentre il BENE c’è! E’ la bellezza che salva il mondo ed è proprio sul positivo e sulla speranza che vogliamo improntare il pezzo di strada che ci separa dalla Festa.

In un secondo passaggio ci comunicheremo che il BELLO E IL BENE è nella scuola che frequentiamo e che ci accoglie ogni giorno; è nella nostra classe dove viviamo sei ore insieme e ri-conoscendo tutto questo faremo verifica del nostro anno passato!

Allora – e saremo alla terza settimana di maggio – verrà spontaneo DIRE GRAZIE! E fare festa.

Sarà LA FESTA DEI 200 SORRISI, perché non solo concludiamo il nostro anno scolastico, ma celebriamo il compleanno di un personaggio straordinario: Don Bosco!
200 anni che lui porta molto bene perché il suo sorriso continua nella testimonianza di chi cerca di vivere un po’ come lui.

Un compleanno molto speciale cui tutti siamo invitati. Prepareremo la “sala” della festa insieme arrivando a scuola in tempo per mettere un tocco di simpatia qua e là, aiutati da ospiti speciali e ricchi di sorriso!

Dopo la celebrazione in palestra, si apriranno gli stand e si giocherà con allegria. Il biglietto di invito che verrà consegnato ai ragazzi permette anche di accedere ai giochi e vincere simpatici premi.

Bravi i papà che stanno progettando giochi nuovi per la gioia di grandi e piccoli!

Dopo la paninoteca il momento vero e proprio del GRAZIE quando i bambini e i ragazzi si alterneranno per esprimere quel sentimento di RICONOSCENZA che certamente hanno in cuore!

Per Don Bosco la gratitudine era una virtù fondamentale nel rapporto educativo e doveva essere accuratamente coltivata. Voleva che ogni anno fosse organizzata una festa “della riconoscenza” e scrisse: «Che i ragazzi riconoscano quanto i Superiori, i maestri, gli assistenti fatichino e studino per il loro amore, poiché se non fosse per il loro bene non si assoggetterebbero a tanti sacrifici».

Alla fine di un anno è certamente importante quindi ringraziarci. Ci ritroveremo davvero tutti per poterlo esprimere in tanti modi, ma anche il solo “esserci” con la nostra semplice presenza è già un dire: ”GRAZIE!”

Per concludere mi piace riportare un testo di Davide Rondoni, testo che ogni tanto rileggo perché ben esprime il sentimento di cui parliamo.

“E ora che l’anno finisce, il cuore deve decidere da che parte stare. Il cuore, che è la sede delle decisioni che davvero segnano l’esistenza, come dice la Bibbia. E il nostro cuore, adesso che finisce un anno duro e pieno di fatiche, deve decidere: lamento o gratitudine?

È sempre così. Di fronte a un anno che passa, come di fronte al viso dei propri figli, o delle persone che ti trovi accanto. Hai mille motivi per lamentarti, cuore nostro. Mille motivi per dare voce alle ferite. Alle delusioni. Ai torti subiti. Mille motivi per far parlare la lingua amara della rivendicazione. O la lingua stanca dell’avvilimento.

 Molte notizie che anche oggi troviamo sui giornali farebbero salire parole dure dal cuo­re. Ma come c’è la durezza della pena, c’è anche la durezza della gioia. La resistenza, la forza della gratitudine. Quella che proviamo per cose che magari sui giornali non ci fini­scono.

La gratitudine per le cose da niente che costellano la nostra vita. Per il respiro che ancora ci viene accordato, e il riso e anche per il pianto con cui conosciamo il dolore e l’amore. Le cose che non fanno notizia, come il sorriso di un figlio, l’occhiata della persona che amiamo, il suo voltarsi quando la salutiamo. Quelle cose da niente che non fanno notizia, ma che ci suggeriscono una gratitudine invincibile.

E noi vogliamo scegliere di rendere grazie per queste cose da niente. Per la fede dei semplici, papi nel fulgore del loro ministero o ammalati nella penombra della loro offerta. Vogliamo ringraziare per tutte le madri che, camminando lavorando soffrendo, non perdono la speranza. E custodiscono l’amore. Per tutti quelli che non fanno notizia e fanno andare il mondo, mettendo cura e pazienza in lavori senza onori apparenti. Gratitudine per la bellezza spaventosa e dolce di questo posto chiamato Italia, edificato dal genio, dalla fede e dalla operosità dei nostri padri, sotto i cui cieli abitiamo e vediamo panorami per cui vale la pena essere venuti al mondo. Il nostro cuore decide di ringraziare, in questa fine d’anno. Per le cose che ci hanno corretto. Per quelle che, pur facendoci soffrire, ci hanno legato di più a ciò che vale. E ringraziare per le cose da niente, i ‘buongiorno’ scambiati per le scale, i ‘se hai bisogno di una mano, ci sono ‘ che ci hanno detto anche con gesti silenziosi. Vogliamo rendere grazie per la benedizione dei bambini nostri e per quelli degli altri. Per i loro visi dove tutto re-inizia. Per le cose che non fanno mai notizia, come la cura e l’amicizia offerta da tanti a chi è solo. Per il mare di bene che con onde silenziose sostiene il nostro viaggio.