Abbiamo preparato un buongiorno bellissimo per te. Dai forza leggi qui!

La malattia più grave

Un giorno, a un luminare della medicina venne chiesto quale fosse la più grave malattia del secolo. I presenti si aspettavano che dicesse il cancro o l’infarto. Grande fu lo stupore generale quando lo scienziato rispose: “L’indifferenza!” Tutti allora si guardarono negli occhi e ognuno si accorse di essere gravemente ammalato. Infine gli domandarono quale ne fosse la cura. E lo scienziato disse: “Accorgersene!”
(Bruno Ferrero)

Non lasciamo che i fatti e le persone ci lascino indifferenti. Interessiamoci degli altri, non come fanno i curiosi, ma come chi desidera prendersi cura dei bisogni degli altri. Impareremo a non aver paura se capita anche a noi di soffrire. C’è una forza insperata anche nella malattia. San Paolo ce lo ricorda quando dice che: QUANDO SONO DEBOLE È ALLORA CHE SONO FORTE
Forse dobbiamo fidarci un po’ di più

Scrivo la frase o la parola che mi è rimasta dentro della testimonianza ascoltata e la condivido qui sotto

 

In questa quarta settimana di Quaresima vengono a trovarci Letizia e la sua mamma.

Racconteranno la loro esperienza di sofferenza e di malattia e di come essa le abbia fatte crescere. La guarigione di Letizia, la speranza della mamma, la fede che si trasforma in preghiera a Gesù… Anche questa settimana dunque, ascolteremo una bella storia scoprendo qualcosa di importante per la nostra vita. La vita di Letizia e della sua mamma ci ricordano quanto Gesù dice ai discepoli nel Vangelo del Cieco nato e cioè che anche nella debolezza e nella malattia si manifesta la nostra bella umanità e il grande dono che è ogni persona. Infatti la malattia e la sofferenza non sono una punizione per qualche colpa commessa, ma il modo perché si manifestino le opere di Dio

Dal canto una riflessione

POPOLI TUTTI

Mio Dio, Signore, nulla è pari a Te. Ora e per sempre voglio lodare il Tuo grande amor per me. Mia roccia Tu sei, pace e conforto mi dai. Con tutto il cuore e le mie forze, sempre io Ti adorerò. Popoli tutti acclamate al Signore, gloria e potenza cantiamo al Re, mari e monti si prostrino a Te, al Tuo nome, o Signore. Canto di gioia per quello che fai, per sempre Signore con Te resterò, non c’è promessa, non c’è fedeltà che in Te.

Marco Mengoni: esseri umani