Questo è il 1° buongiorno del mese Salesiano 2015. Abbiamo preparato buongiorno bellissimo per te. Buona lettura!

Protagonisti con stile

Che significa essere PROTAGONISTA?

Faremo tutto a metà: MICHELE RUA

Buongiorno-AMeta

Nella prima metà del 1800, a nord di Torino, poco lontano dai prati di Valdocco, sorgeva la fabbrica delle armi del Piemonte. Qui, il 19 giugno 1837 nacque Michele, da Giovanni Rua, impiegato nella fabbrica e da Giovanna Ferrero…
Aveva poco più di sette anni, Michele, quando un giorno vide al collo di un suo compagno una cravatta fiammante.
– Dove l’hai comprata?
– L’ho guadagnata alla lotteria dell’Oratorio.
– E che cos’è l’Oratorio?
– È l’Oratorio di don Bosco, al Rifugio.

La domenica dopo, Michele corse al Rifugio (l’Opera caritativa della Marchesa di Barolo), e vide molti giovani giocare su una stri-scia di terra attorno a un giovane prete. Quel prete si avvicinò anche a lui, gli mise la mano sul capo, e gli disse alcune buone parole che «gli andarono al cuore»

Passarono alcuni anni. Michele nel 1852 aveva 15 anni e la sera del 3 ottobre, tornando a Torino, durante la gita che i giovani dell’Oratorio facevano ogni anno ai Becchi per la festa della Madonna del Rosario, vinse la timidezza e chiese a Don Bosco: «Si ricorda dei nostri primi incontri?
Io le chiesi una medaglia, e lei fece un gesto strano, come se volesse tagliarsi la mano e darmela, e mi disse: ‘Noi due faremo tutto a metà’. Che cosa voleva dire?». E lui: «Ma caro Michele, non l’hai ancora capito? Eppure è chiarissimo. Più andrai avanti negli anni, e meglio comprenderai che io volevo dirti: Nella vita noi due faremo sempre a metà. Dolori, cure, responsabilità, gioie e tutto il resto saranno per noi in comune». Michele rimase in silenzio, pieno di silenziosa felicità: Don Bosco, con parole semplici, l’aveva fatto suo erede universale.

La fatica e la malattia

Una mattina di luglio, Michele ormai era già diventato Don Michele Rua, sul portone dell’Oratorio, cadde nelle braccia di un amico che gli stava a fianco. ‘Peritonite fulminante’ sentenziò il medico subito chiamato. ‘Più niente da fare. Dategli l’Olio Santo’. La penicillina doveva ancora essere inventata, la chirurgia era ancora agli inizi. Don Rua, febbre alta e molto sofferente, invocava Don Bosco; ma lui era in città. Fu fatto cercare. Quando arrivò e gli fu detto che don Rua era alla fine, fece dei gesti incomprensibili. C’erano i ragazzi in chiesa per il ritiro mensile ed egli andò dritto a confessarli. ‘State tranquilli, don Rua non parte senza il mio permesso’, disse entrando in chiesa. Ne uscì molto tardi, e invece che in infermeria andò alla modesta cena messa da parte. Poi salì in camera a posare la borsa con le carte, e finalmente, mentre tutti erano sulle spine, andò al capezzale di don Rua. Vede il vasetto dell’Olio Santo e quasi si arrabbia: “Chi è quel brav’uomo che ha avuto quest’idea?”. Poi si siede accanto a don Rua e gli dice: “Sentimi bene. Io non voglio, lo capisci? non voglio che tu muoia. Devi guarire. Dovrai lavorare e lavorare molto al mio fianco, altro che morire…” Michele Rua diventerà il primo successore di don Bosco.

  • Michele ha delle grandi croci da portare, che riesce a portare perché SI FIDA.
  • Nonostante queste croci, l’amicizia con don Bosco rimane. Il Sogno è forte, al di là della difficoltà.
  • Riesce a mantenere l’unione con Gesù nella sofferenza.

Riflettere…
Anche tu, alcune volte, senti la fatica?

Come reagisci di fronte ad essa? Cerchi di superarla e di sopportarla o lasci perdere?

Hai mai provato ad affidare questa fatica nelle mani di Qualcuno più Grande?

 

Grandi passi

Nel 1863 Don Bosco fece fare alla sua Opera un passo decisivo. Essa funzionava bene a Valdocco, perché a reggerla c’era la figura carismatica e paterna di Don Bosco. Ma trapiantata altrove, senza Don Bosco, avrebbe funzionato? Nella primavera di quell’anno, Don Bosco ebbe con don Rua, che aveva 26 anni, un incontro confidenziale e intenso. “Ho da chiederti un grosso favore. D’accordo col Vescovo di Casale Monferrato ho deciso di aprire un ‘Piccolo Seminario’ a Mirabello. Penso di mandare te a dirigerlo. È la prima opera che i Salesiani aprono fuori Torino. IO HO PIENA FIDUCIA IN TE”.

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  • OGGI vogliamo fare un passo che possa cambiare la nostra vita.
  • OGGI: perché è partendo da questo momento, dal momento presente, che si costruisce il domani.
  • OGGI ognuno, personalmente, pensa a che cosa di buono può fare per camminare incontro al domani.

L’IMPEGNO CHE MI ASSUMO SARÀ

  1. PICCOLO …………………….……………..……………..……………..
  2. PRATICO ………….…………………………………………………………….
  3. POSSIBILE ……..……….……….……….……….……….………………

 

Il calendario del mese salesiano

  1. gennaio salesianoPRIMA SETTIMANA (dal 12 al 16 Gennaio)
    LA MANO DI DON BOSCO IN QUELLA DI DON RUA
    (Fiducia e Amicizia)
  2. SECONDA SETTIMANA (dal 19 al 23 Gennaio)
    I RAGAZZI DI DB SONO PROTAGONISTI: PERCHÉ?
  3. TERZA SETTIMANA (dal 26 al 30 Gennaio)
    … E NOI VIVIAMO DA PROTAGONISTI?
  4. VENERDÌ 30 GENNAIO
    SANTA MESSA
  5. SABATO 7 FEBBRAIO
    GITA AL COLLE DON BOSCO