Le attività e i valori dell'Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco

SOGNO O SON DESTO?

11 maggio 2017

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Ragazzi, tenetevi forte, sta per arrivare il campetto in erba sintetica, dove poter giocare in totale sicurezza e con passione, calcio, pallavolo, ma anche poter scatenarsi durante le attività ludiche dello “Sport x gioco”.

Il sogno che molti coltivavano da tempo sta per avverarsi.

Un sogno nato “in famiglia” con i papà e le mamme mentre si chiacchierava pensando ai bisogni dei nostri ragazzi, alla nostra bella scuola, allo spirito che la anima! Tra i bisogni dei nostri destinatari è certamente prioritario per il loro crescere sani e sereni curare lo spazio del gioco, i tempi e i momenti in cui esprimere (e scaricare) le proprie energie e risorse.
I cortili pieni di ragazzi all’intervallo, le sbucciature sull’asfalto, la voglia irriducibile di calcio dei nostri maschietti, ma anche il desiderio di dare spazio alle ragazze per la pallavolo, oppure avere la possibilità di organizzare all’aperto attività ludiche interessanti, insomma, la convinzione che il gioco è per i nostri ragazzi fondamentale, ci hanno spinto a SOGNARE!

 

“Ci vorrebbe un CAMPETTO! Lo spazio c’è … la voglia anche, il sogno è nato e ci crediamo in tanti … ci mancano le risorse … ma insieme le troveremo … che dite?

Pensiamo un momento a Don Bosco! Quante volte ha cominciato senza un soldo le sue grandi opere per i suoi piccoli amici? Tante e da subito, “quando fu ordinato sacerdote (sono parole di un grande Rettor maggiore Don J. Vecchi, SdB) pensò la propria azione pastorale, mettendovi il gioco come elemento fondamentale.

 

Il primo programma di Don Bosco si esprimeva in un trinomio: giocare, stare assieme, fare catechismo.

Lui stesso giocava con i ragazzi. Non fu difficile constatare che il cortile attirava più della chiesa. Molti giovani che non sarebbero venuti in chiesa, erano invece attratti dal cortile. Non solo, ma in questa prima esperienza percepì l’importanza del gioco nella totalità della vita del ragazzo povero, sottomesso al lavoro durante la settimana, costretto alla dipendenza e condannato all’assenza di legami affettivi gratificanti.
Don Bosco, nella sua esperienza di educatore, percepì che il gioco, oltre ad essere un elemento equilibrante e quindi necessario, sviluppa aspetti specifici nella formazione totale del ragazzo. È divenuto, quindi, per lui oggetto di riflessione, di osservazione, di organizzazione e di guida.

Scrive egli stesso del suo Oratorio: «Io avevo già fatto disporre di quanti più giuochi potevo, il cavallo di legno, l’altalena, le sbarre per il salto, tutti gli altri attrezzi di ginnastica». Così il gioco concepito sin dall’inizio come un punto importante nel programma educativo e pastorale, seguiva il calendario liturgico e l’itinerario catechistico, e segnava la vita della comunità giovanile. I giochi erano ordinari tutte le domeniche, ma diventavano straordinari nelle principali festività.

 

Siamo dunque partiti! I ragazzi e i genitori stanno immaginando che cosa fare per “adottare le sorridenti zolle” del nostro campetto!

Sul sito e all’entrata della scuola troveremo l’aggiornamento dei nostri progressi: abbiamo interpellato famiglie e interpelleremo aziende. Ci crediamo e domenica 21 maggio, durante la festa dell’Istituto, pensiamo di inaugurare il campetto… naturalmente siete tutti invitati. Vorremmo che tutti ma in primis gli studenti – si sentissero coinvolti perché il campetto sarà proprio di tutti e ci giocheremo, anche fra grandi, per rinsaldare amicizie e rendere sempre più vero lo spirito di famiglia che don Bosco e Madre Mazzarello avrebbero desiderato per le case salesiane.

Ogni volta che raccoglieremo 100 euro comparirà un tassello sorridente sul campo riprodotto in questa pagina del sito. Per tutte le informazioni tenetevi aggiornati sul sito o chiedete a Scuola.
Grazie a tutti coloro che crederanno nel nostro sogno e ci aiuteranno a renderlo realtà.

 

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