Le attività e i valori dell'Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco

Per fortuna c’è la Quaresima!

14 febbraio 2016

misericordia

Per fortuna, o per Grazia, c’è un tempo in cui siamo invitati a pentirci. È il tempo delle ceneri, il tempo in cui ritornare su noi stessi e prendere coscienza di questa inseparabile commistione di virtù e peccato che ci caratterizza.

In noi c’è il desiderio del bene e l’incapacità di compierlo.

Siamo viventi ossimori: in noi c’è il desiderio del bene e l’incapacità di compierlo, come dice S. Paolo, per questo la sola posizione veramente umana, quella che possa rendere conto davvero della nostra complessità, è quella del pentimento.

Tutti sono invitati a ricevere le ceneri.

Sono rimasto molto colpito da questq riflessione: mentre la Chiesa vieta di accostarsi alla comunione eucaristica ad un non credente, e perfino ai credenti se non sono in Grazia, tutti sono invece invitati a ricevere le ceneri sulla fronte quest’oggi. Anche i peccatori, perfino gli atei o i pagani peggiori.

Pentirsi è il gesto più umano che ci sia.

Il gesto simbolico del pentimento è forse il più laico dei gesti ecclesiali, quello che è richiesto ed offerto veramente a tutti. Forse perché pentirsi è il gesto più umano che ci sia, forse perché è il vero inizio di una vita spirituale: da un’adesione al bene, ma al tempo stesso dalla presa di coscienza dolorosa della distanza che da questo bene e da questa verità ci separa.

Troppo facile, troppo comodo, dividere il mondo in bianco e nero.

Inizia oggi un tempo di domande contro la stupida certezza ideologica che ci vorrebbe schierati l’uno contro l’altro. Troppo facile, troppo comodo, dividere il mondo in bianco e nero, Gerusalemme e Babilonia, noi e loro.
Facile? Comodo? No davvero! In realtà è solo un’illusione funzionale all’unico che trae profitto dalla divisione, quello che la Bibbia definisce “omicida fin dal principio”.

Durezza di cuore.

La quaresima ci ricorda che se c’è in noi qualcosa di bene non è per merito nostro, ma per un dono fortunatissimo che abbiamo ricevuto. Perché colui che crede di avere qualche virtù per merito proprio, colui che ha fatto della coerenza la più alta virtù, finisce con l’ammalarsi inevitabilmente di quella malattia terribile che la Bibbia chiama sclerocardia, o durezza di cuore, che è l’incapacità di pentirsi da una parte e inesorabilità nel giudizio sul prossimo dall’altra.

Sì, non c’è dubbio, solo chi sa pentirsi sa anche perdonare e se questo mondo si caratterizza per la sua spietatezza e incapacità di perdonare, forse è proprio perché ha perso la capacità di pentirsi.

Testi liberamente tratti dal blog di don Fabio Bartoli

 

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