Le attività e i valori dell'Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco

Mai chiudere gli occhi

5 febbraio 2014

di Letizia Maniaci

prefazione di Rita Borsellino

cover«Mai chiudere gli occhi. E camminare sempre con la schiena diritta.

Questo mi ha insegnato a fare mio padre e questa è l’unica cosa che so e voglio fare.

Perché tenere aperti gli occhi e basta non serve, se cammini con la schiena piegata. Finisce che ti vedi solo le punte dei piedi. Davanti ti devi guardare per vedere dove stai andando e poter fissare dritto in faccia la gente.»

Con queste parole Letizia Maniàci inizia il racconto della sua esperienza di giovane giornalista in Sicilia. L’immagine che Letizia trasmette è quella di una vita ordinaria, scandita da impegni quotidiani, tra famiglia, amici e lavoro. Ma in cosa consiste il suo lavoro? Insieme al padre Pino Maniaci, si occupa di mandare in onda il telegiornale antimafia di Telejato, piccola ma coraggiosa emittente televisiva di Partinico, in provincia di Palermo. Eppure secondo lei «per fare un telegiornale antimafia in una delle zone più calde della Sicilia non bisogna essere supereroi». È un messaggio di grande speranza quello che traspare con freschezza dalle pagine di questo libro: onestà, impegno coraggioso e fiducia nella possibilità di cambiare anche una realtà che sembra incontrastabile, anche se si deve fare i conti con la paura, perché «solo un pazzo incosciente non ne avrebbe», bisogna solo imparare a conviverci. Numerose, infatti, sono le minacce e le aggressioni che la famiglia Maniaci ha subito, ma la volontà di difendere il principio della legalità continua a spingere questi giornalisti a mettersi in gioco con dignità e senza risparmiarsi.

«Il male è sempre un’eccezione che si può combattere. Qualunque sia la sua forma, e il modo che uno sceglie per combatterlo, l’importante è sapere che c’è sempre una speranza. Opporsi al male non vuol dire per forza combattere la mafia, dire i nomi e i cognomi dei mafiosi in televisione come facciamo noi a Telejato. La lotta è quotidiana, a scuola quando un gruppo di bulli ti minaccia o sai che minaccia qualcun altro, per la strada quando vedi qualcuno buttare anche solo un fazzoletto per terra. Bisogna imparare a dire “No, io non ci sto”, senza aver paura di passare per sapientoni, secchioni o, peggio ancora, spie.

Di fronte al male non esistono spie, solo vittime.»

Il libro è consigliato a tutti coloro a cui sta a cuore il valore della legalità e in particolare ai ragazzi della nostra scuola che hanno avuto l’opportunità di conoscere Pino Maniaci e partecipare al telegiornale di Telejato durante il viaggio di istruzione in Sicilia dello scorso anno scolastico.

«Più cose sai e più sei libero, perché puoi scegliere da che parte stare. Se sai che faccia ha il male, puoi decidere di metterlo in un angolo o aiutare gli altri a metterlo in un angolo.» Letizia Maniaci

 

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