Le attività e i valori dell'Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco

Maggio, un mese da vivere con Maria

28 aprile 2016

Iniziamo questo mese ispirandoci ad alcuni pensieri di tre grandi guide spirituali: Madre Mazzarello, Don Bosco e Papa Francesco

Madre Mazzarello e Maria

L’incontro con Don Bosco (1864) aprì alla Santa un nuovo grande passo nel suo itinerario mariano. Come Figlia di Maria Ausiliatrice Maria Mazzarello testimoniò questa nuova dimensione mariana con un’azione apostolica sempre più ampia, più ecclesiale.

La vera devozione a Maria non può consistere in sole pratiche devote ‑ insegnavano don Bosco e M. Mazzarello ‑, in pii esercizi, ma in un perseverante modellarsi su di Lei per vivere quelle solide virtù evangeliche che in lei rifulgono: «Siamo vere immagini della Madonna» ripeteva la Mazzarello alle sorelle.
Vera superiora del nuovo istituto sarà la Madonna, davanti alla statua della quale Maria Mazzarello ogni sera continuerà a porre le chiavi della casa con filiale e fiducioso abbandono. La prima comunità dell’Istituto, «monumento vivo», rispondeva al disegno di essere la lode di gloria a Maria nella tensione ad incarnare nella vita quotidiana le virtù della Vergine, per giungere alla conformazione a Cristo indicata dalle Regole.

 

Don Bosco e le lacrime per Maria

Quando si parla di don Bosco si dice sempre che lui e Maria Ausiliatrice formano un “duo inscindibile”.

II 16 maggio 1887 don Bosco volle celebrare all’altare di Maria Ausiliatrice nella nuova chiesa. Più di quindici volte ruppe in lacrime, e stentò a finire la Messa. Don Viglietti, che l’assisteva, dovette di tratto in tratto distrarlo dalla violenta commozione. Dopo Messa, la folla, intenerita alla sua pietà e al suo aspetto sofferente, gli si strinse intorno, baciandogli i paramenti e le mani e, com’ebbe varcata la soglia della sacrestia, lo supplicò di benedirla. «Sì, sì!» rispose don Bosco. E salito sui gradini, che dalla prima sala mettono alla seconda, si volse per benedire, alzò la mano e: «Benedico… benedico…» ripeté con voce fioca e tremante; e, poi, dando in pianto dirotto, si coperse la faccia con ambe le mani, e fu d’uopo condurlo via. Questo pianto impressionò talmente i presenti, che molti si misero a piangere con lui e volevano tenergli dietro, ma per prudenza si chiusero le porte. Interrogato perché si fosse tanto commosso durante la Santa Messa, rispose: «Aveva così viva, innanzi ai miei occhi, la scena di quando, dai 9 ai 10 anni, sognai della Pia Società, e vedeva ed udiva così bene la mia mamma ed i miei fratelli questionare sul sogno, che non poteva andare avanti nel S. Sacrifizio». Fu quella l’unica Messa che celebrò nella nuova chiesa. Indubbiamente il ricordo di quel primo sogno, mai come allora, dovette essere così affascinante per lui! «A suo tempo tutto comprenderai!» gli aveva detto la Vergine; e l’umile pastorello dei Becchi, dopo 62 anni, comprendeva chiaramente, come la missione, che nella fanciullezza gli avevano additata Nostro Signore e la benedetta sua Madre, avesse avuto, con l’erezione del tempio del Sacro Cuore di Gesù nel centro della Cristianità, ad invito del Vicario di Gesù Cristo, la sanzione più solenne. L’opera sua personale era compiuta: quindi, la sua partenza per l’eternità, imminente.

 

Papa Francesco e Maria che scioglie i nodi

“A volte sappiamo quello che dobbiamo fare, ma non ne abbiamo il coraggio.Impariamo da Maria la capacità di decidere, affidandoci a Dio”.

Negli anni ’80, quando Papa Francescoera solo il sacerdote Jorge Bergoglio, scoprì durante un viaggio in Germania una immagine della Madonna – la cosiddetta “Knotenloeserin” o Vergine che scioglie i nodi- di cui riportò in Argentina varie riproduzioni e che è ormai l’oggetto di una forte venerazione popolare a Buenos Aires.
L’immagine, attribuita al pittore settecentesco Johann Georg Melchior Schmidtner, si trova nella chiesa di St. Peter am Perlach ad Augusta, nel Sud della Baviera (vedi La Storia del Dipinto), e rappresenta la Madonna che scioglie i nodi di un lungo nastro che gli è offerto da angeli che si trovano alla destra del quadro, mentre altri angeli a sinistra raccolgono il tessuto ormai liscio. Per visitarla Santuario di “St. Peter am Perlach”, Rathausplatz, 86159, Augsburg, Germania
Il “sacerdote” Bergoglio fu colpito subito da quest’allegoria del ruolo di mediatrice della madre di Gesù e decise così di portarla con sé a Buenos Aires, dove iniziò a distribuirla a sacerdoti e fedeli. E’ così che nel settembre del 1996, padre Rodolfo Arroyo, che era stato nominato pochi mesi prima parroco di San Jose’ del Talar, nella capitale argentina, decise di portarla alla venerazione anche nella sua chiesa.
In meno di tre mesi un’artista locale, Ana Betta de Berti, dipinse una riproduzione del quadro originale tedesco e la donò alla parrocchia. Il futuro Papa Francesco, celebrando la messa a San Josè del Talar l’8 dicembre del 2011, sottolineò che questa rappresentazione della Madonna illustra il fatto che “Dio, il quale distribuisce la sua Grazia a tutti i suoi figli, vuole che noi ci fidiamo di Lei, che le affidiamo i nodi dei nostri peccati per fare sì che Lei ci avvicini a suo figlio Gesù”.
Il forte accento posto sul potere di mediazione della Madonna, così come il fatto che la “Desatanudos” deve essere invocata in caso di difficoltà, in particolare matrimoniali, l’hanno reso molto popolare fra i fedeli argentini, che all’ottavo giorno di ogni mese formano lunghe file davanti alla chiesa di San Josè del Talar, nel quartiere di Villa Devoto, per poter pregare e chiederle la sua intercessione.

 

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