Le attività e i valori dell'Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco

Lourdes, dove vive il sorriso

27 ottobre 2015

13-19 settembre, 8 alunni ed ex-alunni dell’IMA accettano l’invito della prof.ssa Anna Pulici e partono per Lourdes: una settimana di sevizio con l’OFTAL.

Ragazzi-lourds

 

“Voglio cominciare il mio racconto dalla fine”. E’ Chiara a parlare per prima: occhi limpidi e un sorriso sincero. “Mentre svolgevo le ultime mansioni a cui ero addetta e ci scambiavamo gli ultimi saluti in italiano e francese, sentivo una stretta al cuore, una prima nostalgia che andava crescendo di ora in ora. E’ stata la fine stessa a permettermi di capire cosa abbia significato per me questa viaggio”.

13-19 settembre, 8 alunni ed ex-alunni dell’IMA accettano l’invito della prof.ssa Anna Pulici e partono per Lourdes: una settimana di sevizio con l’OFTAL.

“Lourdes: ho detto di sì a questo pellegrinaggio con un po’ d’incoscienza, spinta dall’entusiasmo del mio migliore amico. Il giorno prima della partenza però, ho cominciato a dubitare”. Maria ha folti ricci neri che sembrano sorridere con lei mentre parla. “Avevo paura di non trovare ciò che mi aspettavo, di rimanere troppo colpita, di vivere un’esperienza troppo forte per me, di trovare persone che avevano un gruppo formato e che mi avrebbero escluso”.

“Lourdes, nella mi testa, era un lunghissimo viaggio verso l’ignoto”, interviene Anna, solare. “Riuscivo soltanto a pensare alle ore di preghiera che mi aspettavano una volta raggiunta la meta, agli sforzi fisici che avrei dovuto fare e alle interminabili Messe. Poi sono arrivata, mi sono catapultata in un mondo a sé, che il mondo reale, quello in cui vivo, sembra ignorare. Una cittadina silenziosa, immersa nelle montagne, nella quale migliaia di persone passeggiavano pregando e sperando di poter avere una vita migliore. Poi c’ero io. Mi chiedevo cosa c’entrassi lì, cosa dovessi fare, sembrava che tutto andasse a meraviglia e che il nostro aiuto non sarebbe servito a molto”.

“Ho fatto il barelliere, ho partecipato a tanti momenti di preghiera, mi sono immerso nelle acque della piscina. Il mattino di ritorno da Lourdes, dopo una notte trascorsa in treno, ancora con le valigie in mano, sono passato da scuola per dire alla preside: ‘A Lourdes ho finalmente capito cosa vuol dire lavorare con costanza  ogni giorno’”. Giovanni è ancora emozionato, fa subito vedere il volantino del viaggio a Parigi che l’OFTAL ha organizzato a dicembre e riesce a strappare un “sì, ti lascio andare”, a sua mamma.

Francesco e Silvio parlano poco, ma si legge nelle loro battute lo spessore dell’esperienza nuova vissuta, della fatica appagata.

Bello vedere questi ragazzi che trovano nel servizio il senso, la gioia, la realizzazione di qualcosa di buono per la vita.

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