Le attività e i valori dell'Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco

Gli studenti dell’Istituto Maria Ausiliatrice dicono la loro sulla guerra

16 novembre 2013

Da Resegoneonline

Lecco, 16 novembre 2013

Dopo una conferenza sul caso Siria, il Gruppo socio-politico della scuola di via Caldone stende un articolo, che Resegoneonline ospita volentieri, perché documenta quanto i giovani educati a distinguere i valori veri da quelli espressi dalla pervasiva generica vulgata, oggi tanto di moda, siano capaci di meditati e costruttivi approfondimenti.

siria

Guerra civile in Siria (foto archivio Rivista illustrata Unesco)

I ragazzi del Gruppo socio-politico dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Lecco hanno redatto questo primo articolo, al quale, ci auguriamo, ne seguano presto altri. Si tratta di una riflessione maturata al termine di una conferenza che il giornalista siriano, Samaan Daoud, ha tenuto nell’Aula Magna del loro Istituto. Gli interrogativi che il Gruppo si pone denotano una maturità e una presa di coscienza – sui temi della guerra e della rappresentazione che i media ne danno – che dovrebbero far pensare anche al mondo degli adulti.

“Ho appreso con grande dolore che due giorni fa, a Damasco, colpi di mortaio hanno ucciso alcuni bambini che tornavano da scuola e l’autista dell’autobus. Altri bambini sono rimasti feriti. Per favore, che queste tragedie non accadano mai! Preghiamo fortemente! In questi giorni stiamo pregando e unendo le forze per aiutare i nostri fratelli e sorelle delle Filippine, colpiti dal tifone. Queste sono le vere battaglie da combattere. Per la vita! Mai per la morte!”

Queste parole sono dell’udienza di Papa Francesco di mercoledì 13 novembre, due giorni fa. Sono passati solo quindici giorni da quando abbiamo ascoltato l’accorata testimonianza del giornalista siriano Samaan Daoud, ma scorrendo il sito “Ora pro Siria”, quante notizie di violenza insensata e crescente. E, per conoscerle, poche voci, perché i grandi media generalisti sono passati dalla fase delle notizie, spesso capziose e di parte, urlate, a quella del silenzio che accompagna fatti ormai passati di moda e pronti per essere dimenticati.

Riflettendo su quanto abbiamo sentito e approfondito ci sono rimaste solo tante domande, alcune retoriche, lo ammettiamo, ma che possono aiutare noi e voi ad andare oltre quello che ci viene detto o non detto, quello che vogliono farci pensare, alla ricerca della verità.

1. Ci chiediamo: come mai tanta confusione in ciò che ci viene detto, scritto, mostrato? Ormai ci sono telecamere ovunque, si può comunicare in tempo reale da una parte all’altra del mondo, eppure in questo caso, come in tanti altri, nessuno aiuta a capire e troppi a confondere. Di chi fidarsi?

2. Ormai sembra chiaro a tutti che queste rivolte e queste guerre, qualsiasi sia il motivo per cui nascono, vengono sfruttate dalle grandi potenze per ragioni economiche e strategiche. Ma non c’è un limite morale nel perseguire i propri interessi? Se lo scopo è la democrazia, cioè il potere del popolo, perché in queste situazioni e nelle soluzioni che emergono è il popolo la prima vittima? Ci chiediamo e vi chiediamo: la Libia, finalmente liberata e democratica, in che situazione è oggi? E l’Egitto?

3. Le divisioni religiose sembrano sempre di più una copertura degli interessi economici e politici. Ma, anche dal punto di vista religioso, perché il mondo islamico è così diviso e instabile? Se l’unica forma di convivenza riuscita era quella sotto regimi come quelli di Gheddafi, Mubarak, Assad e l’alternativa l’applicazione della sharia, esiste un Islam moderato?

4. In questa guerra civile sono schierati l’uno contro l’altro un esercito regolare e uno o più gruppi di ribelli. Possibile che un esercito regolare, coi mezzi di cui dispone, non riesca ad evitare il coinvolgimento di civili? Possibile che un gruppo di ribelli riesca ad avere armi, addestramento, mezzi e risorse tali da fronteggiare un intero esercito regolare?

5. Come possono, persone che dicono di agire per scopi religiosi, comportarsi in modo così efferato? Uccidere donne e bambini, farsi scudo coi loro corpi, distruggere, cacciare, affamare intere città? Come può essere “religioso” tutto questo?

Domande. Ma crediamo siano importanti per iniziare un cammino di coscienza e di verità che ci apra gli occhi su questa situazione e sulle tante altre che ci sono e di cui non si sa nulla, perché certi interventi si fanno solo dove “ne vale la pena”. Magari rimarrà deluso chi cercava risposte, ma l’unica che viene, anche se solo per alcuni di noi, è la preghiera. Del resto è quello che ci hanno chiesto i nostri coetanei siriani, del resto sembra l’unica via d’uscita dopo il probabile fallimento della conferenza Ginevra 2 prevista ma non ancora realizzata, del resto è quella che, con il digiuno richiesto da papa Francesco, ha fermato l’intervento armato in Siria che avrebbe significato nuovo dolore e nuova distruzione per quel popolo già tanto provato.

http://www.resegoneonline.it/articoli/Gli-studenti-dell-Istituto-Maria-Ausiliatrice-dicono-la-loro-sulla-guerra-20131115/

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